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ToggleIl Castello di Chenonceau
Il Castello delle Dame: storia, eleganza, giardini e le grandi protagoniste della Valle della Loira.
Non appena appare agli occhi, al termine di un lungo viale alberato, si coglie immediatamente la sua eleganza. Le linee sinuose delle torri, le facciate chiare che si riflettono nelle acque del fiume Cher e quella particolare architettura sospesa sull'acqua fanno del Castello di Chenonceau uno dei luoghi più affascinanti della Valle della Loira.
È difficile non rimanere colpiti dalla sua bellezza.
Chenonceau è conosciuto in tutto il mondo come il “Castello delle Dame”, e non è un caso. La sua storia è infatti legata a una successione quasi ininterrotta di donne che lo hanno costruito, ampliato, decorato, protetto e salvato nel corso dei secoli.
Adagiato sul fiume Cher, il castello sembra quasi nascere dall'acqua. La sua lunga galleria attraversa il fiume appoggiandosi su cinque grandi archi, creando un'immagine architettonica davvero unica.
Catherine Briçonnet, la prima dama di Chenonceau
La storia del castello che oggi conosciamo inizia all'inizio del XVI secolo.
Catherine Briçonnet, moglie di Thomas Bohier, Controllore generale delle Finanze di Francesco I, fu la vera artefice della costruzione del castello originario, realizzato tra il 1513 e il 1517 sulle fondamenta di un precedente mulino fortificato.
Il progetto si ispirava all'architettura dei palazzi veneziani e Catherine Briçonnet seguì personalmente i lavori, diventando così la prima delle grandi donne legate alla storia di Chenonceau.
Fu lei a dare al castello quella prima impronta rinascimentale che, nei secoli successivi, altre donne avrebbero continuato ad arricchire e trasformare.
Diane de Poitiers: la favorita del re
La seconda grande protagonista della storia di Chenonceau è Diane de Poitiers, favorita del re Enrico II.
Nel 1547, il sovrano le donò il castello. Diane non si limitò a vivere nella nuova residenza, ma intervenne profondamente sulla sua architettura e sul paesaggio circostante.
Donna di grande bellezza, intelligenza e abilità negli affari, Diane fece realizzare alcuni dei giardini più spettacolari dell'epoca.
Ma il suo intervento più importante fu la costruzione del ponte sul fiume Cher, destinato a diventare uno degli elementi più caratteristici di Chenonceau.
È proprio quel ponte che conferisce al castello la sua forma così particolare e riconoscibile: una costruzione che sembra sospesa sull'acqua e che ancora oggi rappresenta una delle immagini più celebri dei Castelli della Loira.
Caterina de’ Medici: il massimo splendore
Diane de Poitiers non avrebbe però mantenuto a lungo il possesso di Chenonceau.
Nel 1559, alla morte di Enrico II, avvenuta in seguito alle ferite riportate durante un torneo, la vedova Caterina de’ Medici allontanò rapidamente Diane e prese possesso del castello.
Caterina trasformò Chenonceau in una delle residenze più eleganti della corte francese.
Durante la sua reggenza organizzò nel castello feste e ricevimenti sontuosi e fece proseguire i lavori di ampliamento.
Fu proprio Caterina de’ Medici a far realizzare la grande galleria a due piani sul fiume Cher, completando l'idea del ponte voluto da Diane e trasformando Chenonceau in quella straordinaria architettura che possiamo ammirare ancora oggi.
La regina utilizzava inoltre il famoso Cabinet Vert, il suo studio privato, dal quale seguiva gli affari dello Stato.
Chenonceau divenne così non soltanto una splendida residenza, ma anche un importante luogo della vita politica e mondana della Francia del XVI secolo.
Luisa di Lorena, la regina in lutto
Un'altra figura femminile importante nella storia del castello è Luisa di Lorena, moglie di Enrico III.
Dopo l'assassinio del marito nel 1589, Luisa si ritirò a Chenonceau, dove visse nel lutto e nella preghiera.
Con la sua morte si concluse la lunga fase della storia reale del castello.
Ma non terminò certamente la presenza delle donne nella storia di Chenonceau. Nei secoli successivi altre figure femminili avrebbero lasciato un segno importante nella vita del monumento.
Simonne Menier e l'ospedale durante la Prima guerra mondiale
Tra le donne che meritano una menzione particolare c'è Simonne Menier.
Durante la Prima guerra mondiale, Chenonceau assunse una funzione completamente diversa da quella per cui era stato costruito.
Le due grandi gallerie del castello vennero trasformate in un ospedale militare, realizzato e finanziato dalla famiglia Menier.
Simonne Menier, capo infermiera, ebbe un ruolo importante nella gestione dell'ospedale, dove fino al 1918 furono curati oltre 2.000 feriti di guerra.
È una pagina della storia di Chenonceau meno conosciuta rispetto a quella delle regine e delle favorite, ma che contribuisce a rendere ancora più straordinario il destino di questo castello.
Gli interni del Castello di Chenonceau
Entrare nel Castello di Chenonceau significa compiere un vero viaggio attraverso diversi secoli di storia francese.
Le stanze, gli arredi, gli arazzi, i dipinti e le decorazioni sono ancora oggi in gran parte conservati e permettono di immaginare la vita di coloro che hanno abitato queste sale.
Il percorso di visita comprende numerosi ambienti, tra cui la Sala delle Guardie, la Cappella, il Cabinet Vert, le camere di Diane de Poitiers e Caterina de’ Medici, la Galleria e i saloni di Francesco I e Luigi XIV.
La Sala delle Guardie
Come in molte residenze nobiliari dell'epoca, all'ingresso troviamo la Sala delle Guardie.
È un ambiente che introduce il visitatore alla storia del castello e al mondo della corte.
Da qui inizia il percorso attraverso gli appartamenti e le sale di rappresentanza, dove ogni ambiente racconta una parte della lunga storia di Chenonceau.
Il Cabinet Vert di Caterina de’ Medici
Uno degli ambienti più suggestivi è il Cabinet Vert, lo studio utilizzato da Caterina de’ Medici.
Da questa stanza la regina seguiva gli affari dello Stato durante il periodo della sua reggenza.
È affascinante pensare che proprio in questo luogo, oggi silenzioso e visitato ogni giorno da migliaia di persone, venissero prese decisioni che riguardavano il futuro della Francia.
La camera di Diane de Poitiers
Particolarmente suggestiva è anche la camera di Diane de Poitiers, uno degli ambienti che più direttamente riportano alla figura della famosa favorita di Enrico II.
La storia di Diane è strettamente legata a Chenonceau e alla trasformazione del castello in una delle più raffinate residenze rinascimentali della Francia.
La grande Galleria sul Cher
Ma probabilmente l'ambiente più spettacolare è la Grande Galleria, costruita sopra il ponte sul Cher.
La galleria, sviluppata su due piani, rappresenta uno degli elementi architettonici più caratteristici di Chenonceau.
È difficile non rimanere colpiti dalla sensazione di camminare sopra il fiume.
Questa particolare soluzione architettonica è ciò che rende Chenonceau così diverso dagli altri Castelli della Loira.
Le cucine e la vita quotidiana
Scendendo nelle parti più funzionali del castello si incontrano le cucine, ricavate nei piloni che sostengono la costruzione sul fiume.
Qui l'atmosfera cambia completamente.
Dalle sale eleganti della corte si passa agli ambienti destinati alla preparazione dei pasti e alla vita quotidiana del personale.
È un interessante spaccato della vita di un grande castello francese, dove dietro feste, ricevimenti e banchetti esisteva una complessa organizzazione fatta di cuochi, servitori e personale di corte.
I giardini di Chenonceau
All'esterno del castello si apre un altro capitolo della sua storia: i giardini di Chenonceau.
Il rapporto tra architettura, acqua e natura è una delle caratteristiche che rendono questo luogo così particolare.
Tra i più importanti ci sono il Giardino di Diane de Poitiers e il Giardino di Caterina de’ Medici, due spazi completamente diversi per impostazione e atmosfera.
Il Giardino di Diane conserva la struttura rinascimentale caratterizzata da aiuole geometriche e terrazze sopraelevate che proteggono il giardino dalle piene del Cher.
Il Giardino di Caterina de’ Medici, invece, presenta dimensioni più contenute e un'impostazione particolarmente raffinata, con una posizione privilegiata di fronte al lago e al parco.
Il labirinto di Chenonceau
Tra le attrazioni del parco c'è anche il suggestivo labirinto, voluto da Caterina de’ Medici.
È composto da circa 2.000 piante di tasso e occupa una superficie superiore a un ettaro.
Percorrerlo è quasi un piccolo viaggio nel passato: un luogo apparentemente giocoso che, allo stesso tempo, restituisce l'idea della cultura dei giardini rinascimentali e del gusto per la sorpresa tipico delle corti dell'epoca.
Nel parco si trovano inoltre altri ambienti interessanti, tra cui l'Orangerie e la Spezieria, che completano l'esperienza di visita.
Chenonceau, il Castello delle Dame
Alla fine della visita, quello che rimane più impresso non è soltanto la bellezza del castello.
È la sua storia.
Catherine Briçonnet, Diane de Poitiers, Caterina de’ Medici, Luisa di Lorena, Louise Dupin, Marguerite Pelouze e Simonne Menier sono alcune delle donne che, in epoche diverse, hanno contribuito a costruire la storia di Chenonceau.
È proprio questa successione di figure femminili a rendere Chenonceau diverso dagli altri castelli della Valle della Loira.
Un castello costruito, amato, amministrato, trasformato e perfino salvato dalle donne.
E forse è proprio osservandolo dal fiume Cher che se ne comprende meglio la magia: l'acqua, i giardini, le torri e la lunga galleria si fondono in un'immagine di straordinaria armonia.
Chenonceau non è soltanto un castello da visitare.
È un luogo da attraversare lentamente, lasciandosi raccontare dalla sua architettura e dalle storie delle donne che lo hanno reso uno dei monumenti più affascinanti della Valle della Loira.
Per chi ama la storia, l'architettura e la fotografia di viaggio, una visita al Castello di Chenonceau è, senza dubbio, una delle tappe da non perdere.
Un castello sul fiume, una storia raccontata dalle donne e uno dei luoghi più affascinanti della Valle della Loira.
Chenonceau è uno di quei luoghi che non si limitano a essere visitati: rimangono nella memoria.



















