La mia Storia con la Fotografia ed i Video, nasce in un mondo molto diverso da quello di oggi, il Mondo Analogico, molto diverso da quello digitale e non solo per le funzioni delle macchine.

Un tempo, ogni foto era frutto di uno studio attento, di una programmazione attenta.

La mia prima macchina fotografica non aveva esposimetro, messa a fuoco automatica e ogni sorta di automatismo, la prima regola era di scattare sempre con il sole alle spalle, mentre con i flash tutto diventava più complesso e spesso si arrivava a un risultato dopo lunghe e frustranti sperimentazioni.

Visti i costi della pellicola gli scatti erano centellinati, scattavo solo quando ero sicuro dell’immagine che avrei ottenuto e dopo tutto questo c’era la magia della camera oscura, il piacere dell’attesa, solo molte ore dopo aver scattato sapevi come era venuta la tua foto.

C’erano migliaia di laboratori che sviluppavano le foto, praticamente ogni negozio di fotografo offriva tale servizio, ma erano foto sviluppate in maniera industriale, con un appiattimento della creatività, ed allora se volevi un prodotto personalizzato, su cui operavi alterazioni ai colori, dovevi svilupparle da solo e non so descrivere il piacere di quelle ore trascorse a dosare acidi al buio fino ad ottenere quello che avevi immaginato guardando nell’obbiettivo.

Proprio per questi motivi, ho fatico molto a passare al digitale, amavo le mie cose, la mia camera oscura e non mi sembrava un modo di fotografare serio, pensiero che allora era condiviso da molti appassionati come me.

Ho resistito fino a quando nei negozi si trovavano i rullini, poi hanno smesso di venderli ed a quel punto mi son trovato a scegliere, abbandonare la foto o passare al digitale.

Non è stato facile ne immediato, ma con il tempo tutte le mie convinzioni sono svanite, ho presto capito che con una macchina digitale non era più facile, offriva solo più possibilità, il primo vantaggio di cui mi sono subito innamorato è il fatto di poter scattare quante foto volevo senza nessuna preoccupazione dei costi e poter riprendere un qualcosa da diverse angolazioni, anche a caso, di sicuro ha migliorato le mie foto.

Lo step successivo e stato accettare il foto ritocco, per il mio pensiero, la foto doveva ritrarre la realtà così come la vedevo in quel momento, mi sembrava poco corretto, convinto che la foto dovesse essere perfetta al momento dello scatto.

Anche questo è stato un processo di evoluzione derivante da nuove conoscenze, non sto a divulgarmi ora su cosa voglia dire Raw e i limiti della macchina fotografica che è quasi necessario correggere in post produzione, ma la mia felicità deriva dall’aver imparato che la foto può essere modificata, non sottrae nulla all’emozione dello scatto, ma restituisce un prodotto che si farà guardare con piacere per sempre.

Conclusione, non farò più ostruzione al progresso, cercherò di imparare ogni nuova tecnologia lasciando la vecchia senza rimpianto. Ovviamente quando ne vale la pena.

 

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